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Tecnica e tattica

Possesso Palla: a scuola dal Real Madrid.

Le esercitazioni pratiche e la filosofia di insegnamento proposte durante l'incontro di aggiornamento organizzato dal Calcio Padova.
» di Andrea Pagan





Premessa.
In questo momento a detta di tutti, il calcio spagnolo è considerato il miglior
calcio per quel che riguarda la fase offensiva, ovviamente grazie al trionfo
nell’ultimo europeo della propria nazionale e soprattutto per merito dello
spettacolo che il FC Barcellona offre, partita dopo partita, dopo aver vinto
tutto il possibile nella stagione passata.
L’aspetto che caratterizza e sintetizza la filosofia delle Scuola calcistica spagnola
è riconducibile all’abilità con la quale i giocatori sanno gestire e mantenere il
possesso la palla, anche se dobbiamo riconoscere che le squadre iberiche
sono migliorate molto anche in alcuni aspetti dove noi italiani ci consideriamo
e soprattutto veniamo considerati i più preparati, la fase difensiva e
l’organizzazione tattica della partita.
La fase offensiva però rimane il punto di forza del calcio e della mentalità
spagnola, “vincere ma giocando bene” questo possiamo definirlo il loro credo,
al contrario invece di quello che accade da noi dove il risultato viene spesso
prima di ogni cosa.

Per chi opera con passione è indubbio che approfondire le metodologie di
insegnamento e la filosofia del calcio spagnolo sia oggi una priorità e
l’opportunità che nel mese scorso il Calcio Padova grazie al suo
Responsabile del settore giovanile il Prof. Giorgio Molon hanno dato a tutti
gli addetti ai lavori non andava persa:
gli allenatori del settore giovanile o meglio della “cantera” del mitico Real
Madrid, a disposizione di tutti i partecipanti per una serata di
aggiornamento tecnico, proponendo il loro calcio e la loro filosofia calcistica,
anche se a parer mio la loro mentalità va oltre il calcio, ma si può considerare
una filosofia di vita.


La sessione di lavoro.
La serata è cominciata con una panoramica di cosa produce la
“cantera” del Real, di quali siano gli obiettivi societari e soprattutto di come
sviluppano e lavorano sul campo.
Andando per ordine, i tecnici delle merengues hanno prodotto una serie di
dati che fanno sicuramente imbarazzare il nostro movimento giovanile e non
solo, il Real Madrid al momento attuale ha prodotto una sessantina di giocatori
che militano in squadre professionistiche, suddivisi tra la Liga,
la serie B spagnola e i vari campionati esteri compresa la nostra sewie A (Eto’o
e Cambiasso sono due prodotti della cantera delle merengues).
Attualmente nel Real Madrid militano 7 giocatori cresciuti nel vivaio, tra i più
noti, Casillas, Guti, Raul e Arbeloa, giocatori che oltre ad essere
fondamentali per il proprio club lo sono anche per la nazionale.
Non stiamo qui a specificare tutti i giocatori che sono sparsi tra le varie
società ma sicuramente dati come questi fanno capire quanta pianificazione e lavoro ci sia dietro al
settore giovanile del Real Madrid.
Dopo aver dato risalto a questi numeri i relatori hanno definito gli obiettivi di
prima squadra e settore giovanile.
Nella grafica la prima squadra era collegata con una freccia alla scritta “tituli”
mentre la “cantera” era associata alla frase “formaciòn de jugador”.
A primo impatto verrebbe da pensare: niente di nuovo… il settore giovanile deve
formare e creare giocatori.
Prendendo però in esame la realtà giovanile italiana e facendo una sincera e
realistica analisi con noi stessi non possiamo non considerare come,
purtroppo, la nostra cultura fobica e concentrata sui risultati non permette di
lavorare con questi principi.
Forse adoriamo enunciarli e sentirli dire, soprattutto agli incontri di
aggiornamento, ma in Italia la realtà nelle società, dalle più piccole alle più
blasonate è diversa e di conseguenza, come abbiamo già detto in precedenza,
il calcio ai massimi livelli evidenzia la lacuna di un calcio dove vincere è
fondamentale, giocare bene è un optional.
Fatte queste premesse, gli allenatori del Real sono entrati nello specifico
evidenziando come è strutturata e soprattutto come viene allenata la loro
fase offensiva, definendo quale sia la loro filosofia di lavoro e soprattutto gli
obiettivi offensivi che si pongono.
Ne è seguita una parte pratica descritta a seguire ed integrata da quanto
esposto dal materiale didattico reperibile sul sito del Padova Calcio.


Approfondimento: le esercitazioni
della cantera del Real Madrid.

I 5 principi offensivi che tutti gli allenatori che lavorano nel settore
giovanile del Real Madrid devono sempre avere come riferimento quando
programmano e sviluppano la propriafase offensiva sono:

1. recupero della palla e giocata sicura

2. giocare in ampiezza per cercare la
superiorità numerica

3. sfruttare il concetto dentro/fuori per
creare spazi

4. fattore sorpresa inserendo più
giocatori in zona offensiva

5. finalizzare aggirando la linea
difensiva avversaria attraverso il
cross.

Recupero e consolidamento di palla, ricerca dell’ampiezza come prerequisito
per attaccare la profondità, capacità di creare e sfruttare gli spazi anche con
inserimenti da dietro, sfondamenti laterali ed aggiramento del dispositivo
difensivo avversario possiamo considerarli come i capisaldi sui quali si
basa la filosofia offensiva del settore giovanile del Real Madrid.

I tecnici spagnoli, dopo aver elencato i principi ricercati, sono passati alla parte
pratica, lavorando sul campo in modo tale da essere più incisivi e pratici nei
loro concetti.

Robar y Tocar (Rubare e giocare)

Transizione positiva (difesa-attacco)
con consolidamento.
Dopo aver recuperato la palla l’obiettivo
è giocare semplice.
L’obiettivo delle esercitazioni è quello di recuperare la palla e giocarla ad un
compagno in una zona con minore densità di avversari.

Esercitazione 1: analitica



Si gioca in un settore di campo, come in figura 1, il giocatore giallo in possesso
indirizza la palla verso il compagno che in maniera passiva viene anticipato
dall’avversario rosso che a sua volta, non appena recuperata la palla,
disimpegna sul compagno del versante di gioco opposto.
L’esercitazione prosegue in maniera continuativa con gialli e rossi che
anticipano vicendevolmente ed a seguire aprono per i compagni del
versante opposto che, a loro volta, scambiano la posizione all’interno della
coppia.

Esercitazione 2: gobale



Si gioca in un campo diviso in due metà, con due squadre da 4 giocatori.
Si parte con una situazione di 4 vs 2 in una metà campo; i 2 giocatori della
squadra in inferiorità numerica devono cercare di recuperare palla e
trasmetterla immediatamente ai propri compagni posti nell’altra metà campo,
correndo subito a sostegno.
La squadra che perde palla manda due giocatori
nell’altra metà campo con l’obiettivo di recuperare palla, mentre due giocatori
rimangono nella metà campo dove hanno perso il possesso in attesa che i
propri compagni recuperino palla.
In sostanza di ricrea un 4 vs 2 a favore della squadra che ha recuperato palla
nel settore di campo opposto.

Jugar Dentro – Fuera – Dentro
(Giocare dentro-fuori-dentro)

Utilizzo razionale degli spazi di gioco in
fase offensiva.
L’obiettivo delle proposte è quello di giocare dentro-fuori-dentro per evitare
le zona con maggiore densità avversaria, dove sono più elevate le
possibilità di perdere il possesso palla.


Esercitazione 1: analitica



L’esercitazione viene sviluppata in due varianti come rappresentato in figura.
La prima parte prevede l’alternanza di un passaggio “dentro” ed un passaggio
“fuori” come mostrato dai giocatori rossi.
La seconda parte vede invece il giocatore giallo che gioca “dentro”
muoversi a sostegno per ricevere il passaggio di ritorno ed a seguire
giocare “fuori”.



Esercitazione 2: gobale




L’esercitazione viene sviluppata sotto forma di partita a tema in spazi ridotti.
Nella zona centrale del campo due squadre, ad uno o due tocchi, si
affrontano in parità numerica, avendo,ognuna, l’opportunità di convogliare il
gioco sul giocatore laterale che gioca senza opposizione ed è libero di
avanzare di qualche metro.

Jugar de banda a banda (Giocare da
un lato all’altro)

Per giocare in profondità ci deve essereampiezza.
Giocare da un lato all’altro del campo obbligando gli avversari a muoversi.
L’obiettivo è quello di cerare disorientamento nella disposizione dei
difensori avversari e sfruttare lo spazio e le situazioni di inferiorità che si
vengono a creare.

Esercitazione 1: analitica


L’esercitazione viene sviluppata in due varianti come rappresentato in figura e
prevede lo spostamento della palla da una fascia a l’altra del campo.

Esercitazione 2: gobale


Si gioca in un campo tre settori di campo attigui, con tre squadre da 4
giocatori, due delle quali sono alleate (situazione di 8 vs 4). Si parte con una
situazione di 4 vs 2 in una metà campo;
i 2 giocatori della squadra in inferiorità numerica devono cercare di recuperare
palla mentre quelli in superiorità (rossi) devono trasmetterla ai compagni viola
del settore vicino che a sua volta devono superare l’opposizione dei due
avversari gialli ed innescare il compagno del settore di destra.
L’esercitazione prosegue con i giocatori che si spostano verso la zona della palla
per la prosecuzione dell’esercizio nella direzione opposta.


Llegadas de segunda línea (Inserirsi
da dietro)

L’obiettivo delle esercitazioni è quello di attaccare con efficacia ed
imprevedibilità utilizzando gli inserimenti dalla zona di rifinitura o di
centrocampo.
E’ fondamentale saper creare ed occupare dinamicamente lo spazio libero ottimizzando i tempi di inserimento.

Esercitazione 1: analitica



Si tratta di una semplice esercitazione al tiro con coinvolgimento di 3 giocatori
ed inserimento da dietro.
Il giocatore in possesso palla trasmette la stessa al giocatore più avanzato che
scarica sul sostegno che a sua volta innesca al tiro il giocatore che ha dato il
via alla combinazione.

Esercitazione 2: gobale



In un settore all’esterno dell’area di rigore si contrappongono 2 squadre di 4
giocatori. La squadra in possesso di palla è coadiuvata da due giocatori jolly
che giocano sia in funzione del mantenimento del possesso che per
inserirsi all’interno dell’area di rigore ed andare al tiro.
L’obiettivo dei possessori è quello di mantenere il possesso e di
innescare il giocatore jolly quandoquesto si propone in profondità.
I giocatori senza palla devono invece cercare di recuperare la sfera per poter
a loro volta giocare in superiorità numerica ed attaccare gli avversari.

Puntos de Remate (Goal su rifinitura)

L’obiettivo delle proposte è quello di stimolare i giocatori ad analizzare il
contesto tattico per sviluppare i flussi di gioco con la finalità di innescare il
giocatore sponda che si trova nelle condizioni migliori per giocare la
rifinitura.
Occorre inoltre prestare particolare attenzione e concentrarsi sugli spazi da
attaccare a seguito della rifinitura proveniente dai compagni situati sulla
linea di fondo.

Esercitazione 1: analitica




All’interno del settore centrale del campo due squadre si contrappongono
in situazione di parità numerica con l’obiettivo di giungere alla conclusione.
Nelle zone arretrate delle due fasce laterali ogni squadra ha a disposizione
un giocatore, libero da opposizione, sul quale poter distribuire il gioco.
Quest’ultimo può sia innescare un giocatore al tiro che servire un
compagno nel settore centrale del campo.

Esercitazione 2: gobale




L’esercitazione si sviluppa attraverso una partita a tema che vede la squadra
in possesso di palla potersi avvalere della collaborazione dei giocatori
sponda posti sul perimetro del campo.
All’interno si gioca invece in situazione di parità numerica a 3 tocchi o tocco
libero.

Riflessioni conclusive

Al termine dei lavori come sempre i commenti non mancano su quanto
mostrato dai tecnici del Real Madrid.
L’impressione più comunemente apprezzata è stata la delusione per non
aver visto niente di molto particolare o diverso da quello che proponiamo noi.
In merito a ciò ritengo estremamente importante fare una dovuta
precisazione: sappiamo tutti che un semplice esercizio proposto da due
tecnici diversi può prendere strade completamente diverse; il modo con il
quale viene proposto, sviluppato, seguito e corretto, diventa
determinante molto più del contenuto dell’esercitazione stessa, quindi i lavori
sviluppati non devono trovare commenti fini a se stessi ma vanno
accompagnati ai principi offensivi che la loro filosofia di lavoro segue. Abbinando
l’esercizio ed il principio che si vuole allenare, si riesce a vedere il tutto in
un’altra ottica e ad apprezzare la filosofia che sta alla base del loro modo
di operare.


Andrea Pagan, 31 anni, è da questa stagione alle guida degli Allievi sperimentali
professionisti dell’Albignasego Calcio. Diplomatosi Allenatore di base nel 2005,
Pagan ha allenato le categorie allievi e juniores nel settore giovanile del Sottomarina
Calcio (Cat.Eccellenza VE), due anni nella categoria allievi del Noventa Calcio
(Cat.Eccellenza PD), oltre ad aver svolto l’esperienza di allenatore in seconda degli
allievi nazionali del Padova Calcio nella stagione 2005/06. Per la rivista allenatore.net
ha pubblicato diversi articoli, compresi i mesocicli di due annate complete relative
alla categoria allievi.
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